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Il Molch Di Sistiana

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IL MOLCH DI SISTIANA

Data Immersione: 16 novembre 2008
Difficoltà immersione: facile
Profondità relitto: circa 9,5 mt 
Fondo: sabbioso
Visibilità: scarsa

Un gruppo di amici ed una domenica di novembre fredda ma soleggiata. Perché sprecare una giornata del genere... Molti di noi stanno facendo il corso "relitti" e siamo anche curiosi e desiderosi di mettere in pratica gli insegnamenti di "ricerca & recupero", per questo decidiamo di andare nella vicina Sistiana.E poi, da bravi subacquei provetti abbiamo anche organizzato un signor pranzo e l'immersione rappresenta un aperitivo perfetto Smile

Il nostro obiettivo è un sommergibile tascabile tedesco della seconda guerra mondiale, denominato MOLCH, presente nella baia di Sistiana lato Castelreggio . Il relitto ha una storia interessante (su cui poi mi dilungherò) e soprattutto è una specie di "leggenda" per ciascuno di noi. Da quando abbiamo fatto il "base" siamo venuti periodicamente a Sistiana per cercarlo nelle torbide acque  della baia ma non lo abbiamo mai trovato. Ma stavolta siamo molto più preparati ed abbiamo indicazioni così precise che ci sentiamo di non poter sbagliare.

La spiaggia è animata da pochi "coraggiosi" e c'è anche uno che è più coraggioso di tutti noi messi assieme e sta facendo il bagno come se fosse pieno agosto: i miei complimenti Surprised. Sono contento di essere a Sistiana in un momento così soleggiato e lontano dalla calca estiva. Mi rendo conto che sto vivendo uno di quei momenti di cui sopravviverà sempre un'istantanea nella mia memoria. Indosso la mia stagna osservando perplesso il vecchietto che continua a sguazzare felice nell'acqua.

Sulla spiaggia di Sistiana c'è un filare di cabine utilizzate dai bagnanti nelle caldi estati triestine. Il nostro caro amico Gigio ci ha spiegato come trovare il Molch quasi a colpo sicuro. Guardando le cabine ci dobbiamo piazzare proprio davanti alla seconda a partire da sinistra. Ci dobbiamo girare verso il mare e procedere fino a che il faro rosso sull'entrata del porto non ci risulta proprio ortogonale. A quel punto, più o meno, dovremmo essere sul Molch. In ogni caso non pensiamo di avere così tanta fortuna da trovare il sommergibile a colpo sicuro, Pertanto programmiamo una ricerca a spirale suddividendoci in tre coppie a coprire tre zone diverse ed adiacenti. 10 minuti per cercare il MOLCH e poi dovremo risalire per verificare se qualcuno di noi l'ha trovato. Io mi immergo con Patrick che fa da "asse" alla mia sagola ed inizio a "girare" attorno a lui. Visibilità vicino allo zero ma continuo imperterrito sobbalzando ogni volta che intravedo un ombra. Niente da fare. 10 minuti di sabbia ed acqua verde. Risalgo e vedo subito Marco ed Alessia. Anche per loro la ricerca non ha dato risultati. Comincio a pensare che anche stavolta il MOLCH rimarrà nascosto alla nostra vista.Riemergono anche Anna e Dario. Dal loro sorriso capisco che lo hanno trovato; "l'ho urtato con una pinna una volta scesi" confessa Anna ... So cosa state pensando ... si! A volte conta molto il fattore c...

Finalmente mi immergo sul MOLCH! Il sommergibile è ben più grande di quel che immaginavo. Me lo avevano sempre descritto come un "tubo" simile ad uno scaldabagno ma mi rendo conto che quelli che lo avevano così descritto probabilmente non lo avevano mai visto veramente. Ora sono sulla torretta e cerco di immaginare quanto fosse coraggioso il pilota di un tale mezzo: lo spazio è angusto ed il MOLCH veniva guidato quasi alla cieca. Giro lentamente attorno al relitto e sbircio dentro un buco a poppa: si vedono ancora intatte le batterie del mezzo e non solo ... c'è anche un bel grongo che ha probabilmente fissa dimora proprio nel MOLCH  Surprised. Giro intorno a questo sfuggente relitto: riconosco i supporti per i suoi due siluri, i piani di coda, quel che resta del periscopio ... Sono già passati 10 minuti e mi è sembrato un attimo. A quel punto, purtroppo, probabilmente attirati dai nostri palloni segnasub, arrivano parecchi subacquei di un'altra comitiva e diventa presto evidente che conviene allontanarsi. Troppi sub e troppa torbida sabbia si sta levando ogni minuto che passa. Ormai la visibilità è meno che zero. 

Decidiamo di continuare la nostra immersione ad esplorare il sempre torbido ma affascinante fondale di Sistiana con i suoi cavallucci marini, i paguri, le aplisie e molto altro. La nostra immersione dura più di un'ora e quando usciamo siamo assolutamente pronti per un pranzo abbondante degno di un subacqueo  che si rispetti.Wink

Molch_1
Fonte Andrea Tosi

Molch_2

Fonte Andrea Tosi

 

  

DATI TECNICI
Relitto: sommergibile tascabile tedesco MOLCH (detto anche "salamandra di Adolf")
Cantiere: FLENDER - LUBECCA (Germania)
Dislocamento: 11 tonnellate
Lunghezza: 10,8metri
Larghezza: 1,82 metri
Propulsione: motore elettrico ad albero singolo tipico dei siluri con una potenza di 13 HP
Velocità max in emersione: 4,3 nodi
Velocità max in immersione: 5 nodi
Autonomia in emersione: 50 miglia a 2,9-4,3 nodi
Autonomia in immersione: 50 miglia a 3,3-5 nodi
Profondità massima: 40 metri (margine di sicurezza del 50%)
Massimo tempo di immersione: 50 ore
Armamento: 2 siluri da 533 mm
Equipaggio: 1 uomo (molto coraggioso)

Molch_3

 Molch_4
Fonte Andrea Tosi

STORIA
Alla fine del 1944 la disfatta della Germania appariva inevitabile ed i tedeschi stavano disperatamente giocando quelle che ritenevano le loro carte migliori e più ingegnose. Sono di questo periodo le temibili V1 e V2 che pur rappresentavano un ingannevole successo.  Gli Alleati ormai erano superiori sia in terra che in aria. Ma anche in mare i tedeschi non se la passavano bene e gli U-Boot erano ormai fortemente penalizzati dalle tecnologie di localizzazione delle forze alleate. In uno scenario disperato ed ormai senza speranza furono create le K-Flottiglie: reparti per attacchi notturni con mini sommergibili  che si riteneva difficile da localizzare e che replicavano le strategie della Decima Mas Italiana. A poppa vi era il posto di guida sormontato da una piccola torretta che aveva due finestre ed era coperta da una cupola in plexiglass che faceva anche da portello di entrata. Sulla torretta era posizionato un periscopio per l'osservazione in immersione. Sotto, erano agganciati a speciali staffe, due siluri.

In combattimento, peraltro, i molch si rivelarono un fallimento totale. I piloti navigavano pressoché alla cieca e spesso usando come riferimento le sole stelle visibili tramite la cupola in plexiglass sulla torretta. Il lancio dei siluri poteva avvenire solo a pelo d'acqua rendendo sostanzialmente vulnerabile il sottomarino proprio nel momento più cruciale. Il Molch poteva viaggiare a due sole velocità e la retromarcia non era prevista. Scomodo da manovrare, il Molch in combattimento risultò un grosso fiasco e fu principalmente utilizzato per addestramento. Già durante i primi test, molti Molch affondarono con il proprio pilota. Il 25 e 26 settembre 1944, 12 Molch vennero impiegati per la prima volta contro le pattuglie alleate al largo di Mentone e Nizza. Fu un disastro! La flotta alleata non subì alcun danno, mentre soltanto due Molch ritornarono solo per essere distrutti successivamente dal bombardamento di Sanremo. L’11 novembre 1944, i Molch rimanenti furono trasferiti a Trieste e dislocati a Sistiana dove i tedeschi costruirono appositamente una base nella  piccola baia sormontata dal romantico sentiero Rilke. La montagna che arriva fino alla spiaggia era un riparo ideale e fu "scavata" per aprire gallerie e sale a custodire i molch. Ancora oggi si vedono i varchi sulla montagna utlizzati per le  mitragliatrici ed i cannoni. Fu costruito anche un largo scivolo per mettere in mare i mezzi subacquei.
Nei primi giorni di maggio del 1945 giunse la notizia della caduta della Germania e la sua resa. A quel punto i marinai tedeschi misero in acqua cinque Molch e a poche centinaia di metri dalla costa li autoaffondarono. Poi, sistemarono tutto l'esplosivo disponibile nella montagna e la fecero esplodere. Una frana di enormi dimensioni, tonnellate di pietre e detriti crollarono per nascondere gli ingressi della base. Tutt'ora, molti appassionati tentano (invano) l'esplorazione delle gallerie della montagna ben consapevoli dei "tesori" che tutt'ora questa può nascondere.
Negli anni Sessanta qualcuno si accorse dei Molch che giacevano sul fondale sabbioso in dieci metri d'acqua e ne fu deciso il recupero:

  • Il primo fu sollevato dal fondo con un pontone e inviato al "Museo della Marina" a La Spezia.
  • Il secondo è attualmente a Trieste nel museo "Diego De Henriquez".
  • Il terzo è ancora in mare davanti alla baia di Sistiana.
  • Il quarto fu recuperato ed inviato al "Militarhistorisches" a Dresda.
  • Il quinto non si sa dove sia, si dice che sia ancora in mare a Sistiana, un poco più al largo, forse coperto dalla sabbia.

MolchM391
Fonte WIKIPEDIA

 

FONTI E LINK CORRELATI
http://www.triestesub.altervista.org/RELITTI/MOLCH/relitto_molch.htm
http://www.centrosubtreviso.it/pagine/ARTICOLI/MOLCH1.htm
http://www.icsm.it/articoli/ri/minisommergibili.html
http://www.one35th.com/submarine/molch_main.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Molch

FOTO
Si ringrazia il contributo di ANDREA TOSI e FABIO IARDINO per le foto gentilmente concesse.

 Disegno_Molch
Fonte www.one35th.com


Last Updated ( Thursday, 11 December 2008 07:57 )  

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